Secondo questo articolo i monopoli lavorerebbero per noi per combattere il gioco illegale, ma da tutte le parti vengono le notizie riguardanti gli aumenti delle entrate all'Erario...
Nel 2006 i giochi pubblici, curati da AAMS per conto dello Stato, hanno fatto registrare una raccolta di 35,2 miliardi di euro, con un incremento, rispetto al 2005, del 23,7%.
Parallelamente, le entrate erariali derivanti dai giochi si sono attestate a 6,7 miliardi di euro (+ 9% rispetto al gettito 2005 e + 6,3% rispetto alla previsione di bilancio 2006 in materia di giochi, già aggiornata dalla Legge n. 248/2006, cosiddetta “Visco-Bersaniâ€). I risultati sono di grande rilievo, soprattutto se confrontati con quelli conseguiti nel corso del 2003 (15,4 e 3,5 miliardi di euro rispettivamente di raccolta e di entrate erariali), anno in cui ha avuto inizio la nuova strategia in materia di giochi pubblici, che ha ricevuto una ulteriore conferma dall’attuale Governo, con gli interventi previsti sia dalla menzionata Legge n. 248/2006 che dalla recente Legge finanziaria per il 2007.
AAMS, con molteplici iniziative attuate nel triennio 2004- 2006, ha progressivamente sottratto al gioco illegale ed irregolare quote sempre più imponenti di mercato, accrescendo il livello di legalità dell’offerta destinata ai consumatori italiani. Come?
- emersione e regolazione, attraverso i nuovi apparecchi da intrattenimento legali e controllati (Newslot), di un’elevatissima quota di gioco in passato “incanalata†nel circuito illegale dei cosiddetti videopoker, la cui raccolta, pari a oltre 15 miliardi di euro, sfuggiva ad ogni controllo di legalità per essere utilizzata, in misura prevalente, da componenti essenzialmente malavitose a danno dei consumatori;
- significativo recupero del gioco cosiddetto “in nero†(o convogliato irregolarmente verso operatori esteri) nel settore delle scommesse sportive ed ippiche, che AAMS quantifica in circa 1 miliardo di euro di raccolta;
- drastica riduzione delle lotterie e riffe clandestine nonché delle lotterie telematiche irregolari a favore delle lotterie ad estrazione istantanea e del bingo, per una stima di circa 2 miliardi di euro di raccolta.
Con questo per non concordiamo: L’obiettivo dell’azione pubblica è stato, infatti, quello di ampliare la raccolta di gioco anche rinunciando alla massimizzazione degli introiti erariali; e questo per riaffermare le esigenze di tutela del consumatore, nonché dell’ordine e della sicurezza pubblica. Infatti:
nel 2003 il peso delle imposte sui giochi si avvicinava al 23,%, nel 2006 è stato pari al 19,%;
- nel triennio 2004-2006 sono state diminuite le imposte sulle scommesse sportive, sulle scommesse ippiche, sui concorsi pronostici su base sportiva e sulle lotterie;
- nel 2007 sono già state ridotte le imposte sulle scommesse sportive e sugli apparecchi da intrattenimento;
- nel 2005-2006 è stato fornito sostegno concreto ad iniziative come, tra le altre, lo “sportello infoazzardoâ€, il cui scopo è assicurare assistenza gratuita ai giocatori patologici;
- sono state avviate, nel biennio 2005-2006, iniziative specifiche dedicate ai minori (“AAMS per i giovani e lo sport†e il progetto “il gioco fa scuolaâ€), allo scopo di informare preventivamente sul divieto di gioco al di sotto della maggiore età e sui rischi connessi al gioco patologico;
- è stato ampliamente sviluppato il concetto di gioco responsabile, un progetto di ampio respiro, destinato progressivamente ad incidere in modo sostanziale sulla cultura del gioco nel nostro Paese, oltre che sulla sua pratica, portato avanti da una capillare campagna di comunicazione denominata “Gioco Sicuroâ€. (agicos)
Ok, volete dirci allora che lo stato non ha guadagnato nulla? Non fatemi ridere! Kelly