La gambling Commission ha lanciato una piccola consultazione su quali dovrebbero essere le regole governanti la diffusione delle informazioni per prevenire la truffa delle partite. La nuova legislazione sulle scommesse che verrá attuata a settembre permette alle compagnie di condividere i dati con le organizzazioni sportive in modo che partite e scommesse truccate vengano identificate e fermate. Questo tipo di condivisione di dati peró potrebbe infrangere la legge sulla protezione dati e la commissione sta cercando di scoprire come poter risolvere questo problema.
La proposta finale fará parte delle licenze che serviranno agli operatori per continuare il commercio.
La commissione ha proposto che coloro che scommettono grandi somme vengano tracciati e qualsiasi forma di attivitá sospetta venga riportata alle autoritá sportive in questione. Questa proposta implicherá il requisito che tutte le compagnie coinvolte nelle scommesse avranno il compito di segnalare attivitá sospette.
É probabile che per scommettere su internet e per telefono verranno richieste informazioni inerenti all’identificazione e alla tracciabilitá come risultato dei sistemi usati. Lo stesso non si puó dire per le scommesse effettuate sui siti stessi dove le transazioni sono fatte in denaro liquido.
La commissione ha proposto che sopra un certo limite I bookies tracceranno anche queste transazioni. "La nostra proposta é che dovremmo introdurre una condizione per le licenze che richierebbe ai possessori di mantenere una strategia del rischio che contenga tutti i passi ragionevoli per identificare I clienti che scommettono cifre al di sopra dei limiti imposti, durante una scommessa o diverse transazioni effettuate durante la giornata," ha riportato il documento della consultazione prodotta dalla commissione.
Ci sono degli accordi volontari giá stabiliti tra I bookmakers e le agenzie sportive, ma la commissione ha espresso la preuccupazione che i cosidetti accordi non sarebbero stati cosi effettivi come lo potrebbe essere un sistema obligatorio, e stava considerando il fatto di forzare le compagnie a rendere la diffusione di dati con le agenzie sportive una condizione obligatoria per I giocatori.
"La Commissione ha riconosciuto che qualsiasi requisito a cui gli scommettitori dovranno aderire nell’accettare la diffusione dei propri dati tra la commissione e le agenzie sportive, dovrá essere conforme all legge della protezione dati(DPA)", ha riportato il documento della consultazione prodotto dalla commissione. "La commissione ha oltretutto fatto notare che ci saranno notevoli informazioni di natura non personale che potranno essere condivise tra coloro in possesso delle licenze ed I consigli di amministrazione sportive."
Ma mentre il DPA coprirá alcuni casi particolari, forse non riuscirá a proteggere tutta la divisione dati, ha detto la commissione. "Quando si tratta di casi o accuse di attivitá criminale , gli operatori di scommesse di solito sono in grado di procurare le informazioni che includono I dati personali dei clienti, senza andare contro i principi della protezione privacy" ha detto la commissione.
"La situazione é meno chiara per quanto riguarda le condizioni che obligano coloro che possiedono le licenze per la scommessa. Questi si ritroveranno a far accettare ai clienti il fatto di potersi avvalersi dei propri dati".
Il DPA limiterá le somme ed i tipi di informazione che potranno essere diffusi tra I bookie e le amministrazioni sportive, ma la commissione crede che cambiando le licenze la diffussione sara facilitata.
"La commissione considera che questo limite puó essere ampiamente superato tramite il requisito della licenza che assume i consigli d’amministarzione sportive come delle istituzioni alle quali coloro che possiedono la licenza dovranno rendere conto e provvedere informazioni" ha spiegato. "Quindi noi proponiamo di fare ammenda alla condizione 15 (della licenza) per includere I consigli d’amministrazione sportiva come istituzioni alle quali coloro in possesso di licenze dovranno fornire informazioni su richiesta."
La commissione non ha insistito che gli operatori scommesse richiedano ai propri clienti di accettare la diffusione dei propri dati come prerequisito per scommettere, ma ha detto che la vita dei bookmakers sarebbe di certo meno complicata se loro imponessero questo prerequisito.
"La commissione non considera adeguato richiedere che coloro che possiedono le licenze debbano imporre ai loro clienti la diffussione di dati con i consigli d’amministrazione sportiva come condizione per aderire," ha detto. "Ma l'accetazione da parte dei clienti conforterebbe coloro in possesso delle licenze che hanno aderito alle condizioni sulle licenze proposte, nel caso in cui delle rivelazioni occorressero quando le altre esenzioni no erano applicabili."
"Noi quindi suggeriamo, anche se non sará richiesto tramite il requisito della licenza, a coloro in possesso della licenza di imporre ai clienti di condividere i dati personali con i consigli d’amministrazione sportiva come condizione per poter scommettere - includendo questa clausola ci potrebbero quindi essere dei vantaggi per coloro in possesso delle licenze " ha detto la commissione.