Guida al Gioco Online :: Skill games
Skill games
Skill games: tutti ne parlano, nessuno li conosce. In attesa che anche in Italia prendano piede i giochi d’abilità, previsti dal decreto Bersani e dalla nuova legge finanziaria, Agicos intervista in esclusiva Riccardo Zacconi, CEO di King.com, la più grande comunità di giochi d’abilità online al mondo. Romano d’origine e cosmopolita d’adozione, laureato in Economia e Commercio, Zacconi ci spiega in queste pagine il segreto del successo di questo tipo di giochi, e che possibilità potranno avere di conquistare il pubblico italiano.
Com'è nata l’idea di fondare King.com?
L´idea é nata nel 2002, dopo aver venduto la societá di online dating uDate all´americana Match.com. Come a suo tempo nel dating (siamo stati i primi in Europa a introdurre il dating a pagamento), abbiamo visto che vi era una forte domanda per giochi di abilitá quali il Mahjong o il biliardo online: questi giochi erano la seconda piú usata applicazione su Yahoo, dopo la email. Peró in Europa nessuno riusciva a monetizzare questa forte domanda, anzi i portali internet pagavano per poter offrire questi giochi ai loro clienti e aumentare la permanenza sul sito.
In America invece esistevano giá dei siti che riuscivano a monetizzare tramite il modello skill gaming, organizzando tornei di pura abilitá dove i partecipanti pagavano un corrispettivo per partecipare e potevano vincere premi in denaro.
Questi avevano peró dei punti deboli, focalizzando principalmente sull´aspetto della transazione e del denaro e non sul divertimento e l´esperienza di gioco: i giochi da questi offerti erano reperibili dovunque e non erano tagliati specificamente per i tornei di abilitá e non vi erano alcune funzionalitá di community. Abbiamo lanciato quindi il sito nell´Agosto 2003, con una piattaforma e dei giochi innovativi. La piattaforma é stata concepita dall´inizio come piattaforma internazionale, dove ad es. giocatori tedeschi possono giocare in euro nello stesso torneo contro giocatori inglesi che giocano in pounds e giocatori americani che giocano in dollari. Nel 2004 abbiamo stretto partnership commerciali con i piú grandi portali Europei, come Yahoo, MSN, AOL, T-Online. Alla fine del 2005 abbiamo lanciato il prodotto anche in America, con partner commerciali quali Yahoo.com e NBC. Siamo in profitto dal Gennaio 2005 e l´anno scorso abbiamo ricevuto un investimento di 34 milioni di euro da parte di Apax Partners e Index Ventures. Oggi siamo il sito di giochi d’abilità più grande al mondo; il nostro concorrente diretto, l´americana Fun Technologies, ha la metà dei nostri visitatori. Siamo presenti in numerosi paesi: Germania, USA, Francia, Svezia, Danimarca, Polonia, UK, Olanda, e abbiamo un servizio anche in spagnolo. Il sito é disponibile anche in Italiano, con piú di 50 giochi internazionali e giochi italiani quali la briscola, peró non é accessibile dall´Italia in quanto é stato oscurato all´inizio di quest´anno.
Qual è attualmente il numero di giocatori attivi sul sito? Quante partite sono giocate, in media, ogni giorno?
Attualmente su King.com ci sono 8 milioni e mezzo di visitatori unici al mese, con 60 milioni di partite giocate. Il nostro cliente tipico é donna e ha piú di 25 anni (solo i maggiorenni sono autorizzati al gioco). Il nostro target group, cioé i giocatori online che hanno piú di 25 anni, conta piú di 40 milioni di giocatori online negli USA, e 35 milioni in Europa, secondo dati ComScore del 2005.
Che cosa attira di più, secondo lei, di questo tipo di giochi? Quali le ragioni per cui hanno successo anche in fasce di pubblico tradizionalmente più distanti dal gioco tradizionale, come le donne?
La ragione principale per la quale giocano non é vincere molti soldi ma piuttosto “il gioco serio”. Specifico: nonostante sia solo un gioco, i nostri giocatori giocano per molte ore alla settimana. E vogliono giocare contro altri giocatori che siano anche loro “seriamente” interessati a giocare con loro. Il fatto di avere qualcosa da perdere (la quota di partecipazione al gioco) garantisce che tutti i giocatori giochino al massimo delle loro prestazioni durante il torneo. Nell’organizzare i tornei teniamo conto inoltre dell’abilità dei giocatori, e componiamo le squadre in base all’handicap di abilità di ognuno, in modo che ci si possa sfidare il più possibile alla pari. Il “matching” fra i giocatori è fondamentale per avere un’esperienza di gioco positiva: se perdo e il vincitore mi ha stracciato, perché molto piú bravo di me, certamente non avró una grande motivazione a giocare nuovamente; é come se cercassi di vincere a tennis contro Federer.
Per avere un buon matching, è fondamentale quella che in gergo si chiama “liquidità”: un numero molto alto di giocatori in ciascun gioco, in modo da poter organizzare tornei dove tutti i giocatori siano di simile livello di abilitá. Su King.com abbiamo fino a 65 mila giocatori online allo stesso momento. Tutti i giochi sono contro giocatori veri, non si gioca mai contro il computer. I nostri giocatori possono anche sfidare personaggi famosi del mondo del gioco o dello sport: ad es. potevano giocare a scacchi contro Lennox Lewis, l´ex campione dei pesi massimi di pugilato, o a biliardo contro Jeannette Lee, detta la vedova nera, la piú celebre giocatrice di biliardo in America.
I giochi d’abilità a distanza erogano premi secondo qualche tipo di pay out prefissato?
Il nostro pay out è il 75%, cioé 3 euro in un torneo a 4 giocatori in cui ciascuno punta 1 euro, ma può essere adattato alle specifiche normative di ciascun paese.
Quanto spende un giocatore medio al mese per giocare su King.com? Quanto guadagna?
Non posso dare cifre precise, ma le somme sono inferiori rispetto ai giochi di fortuna. Questo anche perché la fortuna esercita uno stimolo a giocare per importi maggiori; mentre nei giochi di fortuna ho sempre una possibilità di vincere grazie alla sorte, negli skill games é piú difficile e richiede piú impegno in quanto tutto dipende dalla mia abilità. La puntata tipica é inferiore ad 1 euro.
Gli skill games sono in Italia una delle prospettive su cui questo governo più punta per accrescere ulteriormente il mercato dei giochi. Lei che previsioni ha sul successo di questo tipo di giochi nel paese?
A mio avviso l´Italia ha la possibilitá di affermarsi come il secondo polo al mondo, accanto all´Inghilterra, per il gioco online. Questo dipende peró esclusivamente da come questo settore verrá regolamentato.
In particolare vedo 3 variabili fondamentali che incideranno sullo sviluppo del settore in Italia nel medio termine:
Il primo è la definizione di gioco di abilitá e delle modalitá di gioco: come discusso prima, l'elemento fortuito ha un influenza sull´importo giocato. In un gioco di pura abilitá gli importi giocati da ciascun giocatore sono inferiori a quelli giocati in un gioco di pura fortuna. Il fatturato potenziale dipende quindi dal livello di fortuna ammesso in ciascun gioco. In primo luogo questa domanda si porrá per il gioco del poker, ma riguarda ciascun gioco offerto. Inoltre il potenziale dipende anche dalle modalitá di gioco ammesse. Se ad es. non é concesso rialzare nel poker, questo toglie un elemento importante del gioco, cioé la possibilitá di bluffare, e avrá pertanto conseguenze sulla attrattivitá del gioco stesso.
Il secondo è il livello di regolamentazione delle modalitá di prestazione del servizio. Regolamentare un gioco di pura fortuna é molto semplice, in quanto non vi sono possibilitá per il giocatore di aggirare il sistema: i risultati non dipendono dall´azione del giocatore ma vengono determinati centralmente e comunicati al giocatore. Una regolamentazione delle modalitá di prestazione del servizio (ad es. come verificare che il giocatore abbia effettivamente giocato e che il payout corrisponda alla normativa) puó essere qui anche estremamente dettagliata, senza rischi rilevanti ma anzi con una funzione garantista verso il singolo giocatore. Nei giochi di abilitá il risultato dipende dall´interazione dei giocatori e il singolo giocatore puó influire sulla vincita. Il rischio quindi di avere l´effetto “fatta la regola trovato l´inganno” é qui molto maggiore se si intendono regolamentare in dettaglio le modalitá di gestione. A mio avviso é necessario stabilire delle regole base generiche che lascino dello spazio di azione e giudizio all´operatore.
Il terzo, infine, è la possibilitá di servire giocatori non italiani dall'Italia. I giochi di pura abilità sono leciti nella maggior parte dei paesi europei e in America. Il non permettere ad un operatore italiano di offrire il suo prodotto all'estero avrà nel medio termine un effetto limitativo per la competitività delle imprese che decidono di stabilirsi in Italia. Il governo inglese é stato il primo a regolamentare il mercato del gioco, con un approccio molto aperto. Questo ha fatto sí che il mercato dei giochi online sia diventato una dei settori più importanti nella bilancia commerciale inglese, e che le maggiori società al mondo siano basate in Inghilterra.
King.com ha fatto domanda per ottenere la licenza per il gioco a distanza in Italia? Come pensate di operare nel mercato italiano?
Abbiamo partecipato al bando, e stiamo ancora valutando le opzioni per operare sul mercato italiano. Siamo l´unico operatore al mondo nel settore degli skill games con un piattaforma e piú di 50 giochi in italiano, e stiamo ottenendo numerose domande di collaborazione da parte di altri operatori. Per me, e non solo perché sono italiano, é un mercato di primaria importanza.
Molti operatori italiani sostengono che più che attraverso Internet, gli skill games faranno furore in Italia nei bar e negli esercizi commerciali, dove potranno essere veicolati negli stessi terminali utilizzati per le scommesse e diventeranno ciò che un tempo erano gli arcade: mezzi per sfidarsi fra amici dal vivo, specie fra giovani, ed in più guadagnare qualche soldo. Lei ha una grande esperienza internazionale nel settore: qual è secondo lei l’ambiente più congeniale al successo dei giochi d’abilità a distanza?
Francamente non credo che l’ambito degli skill games sia quello dei bar o delle sale giochi. Si tratta di ambienti che ad esempio respingono numerose fette del mercato, specialmente le donne, che invece sono quelli che più si appassionano ai giochi d’abilità, conciliandoli con altre attività della loro vita quotidiana e domestica. Ci sono anche esperienze significative in questo senso: tempo fa un operatore tedesco aveva provato ad installare i giochi d’abilità nei totem per i locali, ma dopo poco è fallito perché l’impresa non aveva avuto successo.
Attualmente è in corso, fra gli addetti ai lavori, un dibattito sulla natura d’ “azzardo” o meno di tanti giochi d’abilità a distanza che dopo la pubblicazione dell’UIGEA americano sono rimasti in sospeso dal punto di vista legislativo. Quale posizione ha preso King.com in merito? Siete presenti, e in che percentuale, nel mercato americano?
I giochi di pura abilità sono perfettamente legali nella maggior parte degli stati USA. King.com ha un ufficio a Los Angeles e collabora con i maggiori siti, quali Yahoo.com ed NBC. Noi ci teniamo alle regole di ciascuno stato, bloccando quelli in cui il gioco non é ammesso. Solo in Inghilterra offriamo su licenza, oltre ai giochi di abilitá, anche giochi di fortuna quali il Bingo e le slot.
La Poker Players Alliance ha preso posizione, negli Stati Uniti, affinché il poker venga riconosciuto come gioco d’abilità e non di alea, e come tale escluso dall’UIGEA. Lei crede che sarà escluso davvero? Come si colloca, secondo lei, il poker nella scala virtuale fra gioco d’alea e gioco d’abilità?
Più che le opinioni personali, conta il parere dei legislatori e degli avvocati, anche nella definizione più strettamente riguardante la natura del gioco. In America il poker mi sembra a tutti gli effetti incluso nella definizione di gambling, dunque proibito: d’altra parte se non fosse così anche siti internet come Partypoker.com non sarebbero mai usciti dal mercato. Questo non vuol dire che noi non siamo interessati ad offrire anche questo tipo di gioco, laddove il legislatore ce ne dia la possibilità. È sicuramente il caso dell’Italia, dove attendiamo di capire quali saranno le specifiche per offrire i giochi di carte, qualora riuscissimo ad ottenere la licenza.
Qual è il segreto del successo del suo sito, secondo lei?
Un ampio portafoglio di giochi innovativi disegnati specificamente per i tornei online abbinati ad una comunity dell’intrattenimento, dove i giocatori amano intrattenersi anche per conoscersi fra loro, si affezionano a questo luogo virtuale e si sfidano in base alle proprie capacità. Non offriamo niente che non sia all’altezza di chi gioca, né sfide improbe né sogni di ricchezza. È un luogo dove si vince nella quotidianità, dove ci si inizia a sentire a proprio agio e quindi ci si intrattiene e, cosa che è parte dell’intrattenimento, si possono guadagnare piccole somme di denaro o punti bonus che servono a costruire il proprio personaggio virtuale. Ecco perché piace così tanto alle donne. In questi giorni tra l’altro stiamo per lanciare sul sito una community del tutto nuova, con numerose occasioni di divertimento in più.
Che opinione ha, in generale, sul futuro di Internet relazionato al futuro del gambling? L’UIGEA americano farà scuola, o è destinato a perdere di fronte ai naviganti del gambling online?
Riguardo al futuro del gioco online, credo che in generale in Europa si andrà sempre di più verso un’apertura, anche grazie all’intervento della Commissione Europea che sancisce la libertà di stabilimento e di offerta. Ritengo improbabile che l´Inghilterra faccia un passo indietro e proibisca il gambling, quindi é piú probabile che nel medio termine gli altri paesi Europei, come l´Italia, si aprano facilitando lo stabilimento di questi servizi sul proprio territorio. L´approccio liberale britannico ha favorito un regime di libera concorrenza e la partita si gioca sulla qualità. Più provider ci sono, meglio è. Anche l’Italia si sta muovendo in questo senso con il rilascio delle licenze di poche settimane fa, e ha tutti i numeri per diventare il secondo mercato del mondo nel gambling online dietro il Regno Unito.
Per concludere, parliamo di lei: molto giovane e già a capo di una delle società leader mondiale nel suo settore. Come è finito a fare il “re” del gioco online a distanza?
Compio quarant´anni il prossimo anno, e sono (purtroppo) forse tra i piú anziani nel settore internet. Questa é la mia terza societá internet. Il mio CV? dopo essermi laureato in economia e commercio a Roma ho lavorato otto anni in consulenza strategica per la LEK (M&A) e per la Boston Consulting Group. Nel ’99, negli anni caldi dell´internet, sono uscito dalla consulenza e abbiamo messo su la Spray , un portale internet con piú di 800 dipendenti che operava in tutta l’area scandinava, in Francia, Italia e Germania. Abbiamo venduto la Spray alla Lycos nel 2000 e mi sono quindi trasferito dalla Germania a Londra a cercare idee nuove presso la Benchmark Capital. La nuova idea era l´online dating, la societá la uDate.com, che abbiamo venduto nel 2002 alla IAC di Barry Diller. L´idea di King.com, che si chiamava originariamente Midasplayer.com, é nata con i miei vecchi amici e colleghi di Spray e uDate, con i quali lavoro attualmente. Con circa 50 addetti, siamo riusciti a mantenere una struttura organizzativa molto snella, nonostante operiamo in piú di 10 mercati in 7 valute. Abbiamo la sede tecnologica in Svezia, il management a Londra, e un ufficio commerciale in Germania e a Los Angeles. Nel futuro…spero di poter aprire un ufficio a Roma, la città dove sono nato.
agicos
Com'è nata l’idea di fondare King.com?
L´idea é nata nel 2002, dopo aver venduto la societá di online dating uDate all´americana Match.com. Come a suo tempo nel dating (siamo stati i primi in Europa a introdurre il dating a pagamento), abbiamo visto che vi era una forte domanda per giochi di abilitá quali il Mahjong o il biliardo online: questi giochi erano la seconda piú usata applicazione su Yahoo, dopo la email. Peró in Europa nessuno riusciva a monetizzare questa forte domanda, anzi i portali internet pagavano per poter offrire questi giochi ai loro clienti e aumentare la permanenza sul sito.
In America invece esistevano giá dei siti che riuscivano a monetizzare tramite il modello skill gaming, organizzando tornei di pura abilitá dove i partecipanti pagavano un corrispettivo per partecipare e potevano vincere premi in denaro.
Questi avevano peró dei punti deboli, focalizzando principalmente sull´aspetto della transazione e del denaro e non sul divertimento e l´esperienza di gioco: i giochi da questi offerti erano reperibili dovunque e non erano tagliati specificamente per i tornei di abilitá e non vi erano alcune funzionalitá di community. Abbiamo lanciato quindi il sito nell´Agosto 2003, con una piattaforma e dei giochi innovativi. La piattaforma é stata concepita dall´inizio come piattaforma internazionale, dove ad es. giocatori tedeschi possono giocare in euro nello stesso torneo contro giocatori inglesi che giocano in pounds e giocatori americani che giocano in dollari. Nel 2004 abbiamo stretto partnership commerciali con i piú grandi portali Europei, come Yahoo, MSN, AOL, T-Online. Alla fine del 2005 abbiamo lanciato il prodotto anche in America, con partner commerciali quali Yahoo.com e NBC. Siamo in profitto dal Gennaio 2005 e l´anno scorso abbiamo ricevuto un investimento di 34 milioni di euro da parte di Apax Partners e Index Ventures. Oggi siamo il sito di giochi d’abilità più grande al mondo; il nostro concorrente diretto, l´americana Fun Technologies, ha la metà dei nostri visitatori. Siamo presenti in numerosi paesi: Germania, USA, Francia, Svezia, Danimarca, Polonia, UK, Olanda, e abbiamo un servizio anche in spagnolo. Il sito é disponibile anche in Italiano, con piú di 50 giochi internazionali e giochi italiani quali la briscola, peró non é accessibile dall´Italia in quanto é stato oscurato all´inizio di quest´anno.
Qual è attualmente il numero di giocatori attivi sul sito? Quante partite sono giocate, in media, ogni giorno?
Attualmente su King.com ci sono 8 milioni e mezzo di visitatori unici al mese, con 60 milioni di partite giocate. Il nostro cliente tipico é donna e ha piú di 25 anni (solo i maggiorenni sono autorizzati al gioco). Il nostro target group, cioé i giocatori online che hanno piú di 25 anni, conta piú di 40 milioni di giocatori online negli USA, e 35 milioni in Europa, secondo dati ComScore del 2005.
Che cosa attira di più, secondo lei, di questo tipo di giochi? Quali le ragioni per cui hanno successo anche in fasce di pubblico tradizionalmente più distanti dal gioco tradizionale, come le donne?
La ragione principale per la quale giocano non é vincere molti soldi ma piuttosto “il gioco serio”. Specifico: nonostante sia solo un gioco, i nostri giocatori giocano per molte ore alla settimana. E vogliono giocare contro altri giocatori che siano anche loro “seriamente” interessati a giocare con loro. Il fatto di avere qualcosa da perdere (la quota di partecipazione al gioco) garantisce che tutti i giocatori giochino al massimo delle loro prestazioni durante il torneo. Nell’organizzare i tornei teniamo conto inoltre dell’abilità dei giocatori, e componiamo le squadre in base all’handicap di abilità di ognuno, in modo che ci si possa sfidare il più possibile alla pari. Il “matching” fra i giocatori è fondamentale per avere un’esperienza di gioco positiva: se perdo e il vincitore mi ha stracciato, perché molto piú bravo di me, certamente non avró una grande motivazione a giocare nuovamente; é come se cercassi di vincere a tennis contro Federer.
Per avere un buon matching, è fondamentale quella che in gergo si chiama “liquidità”: un numero molto alto di giocatori in ciascun gioco, in modo da poter organizzare tornei dove tutti i giocatori siano di simile livello di abilitá. Su King.com abbiamo fino a 65 mila giocatori online allo stesso momento. Tutti i giochi sono contro giocatori veri, non si gioca mai contro il computer. I nostri giocatori possono anche sfidare personaggi famosi del mondo del gioco o dello sport: ad es. potevano giocare a scacchi contro Lennox Lewis, l´ex campione dei pesi massimi di pugilato, o a biliardo contro Jeannette Lee, detta la vedova nera, la piú celebre giocatrice di biliardo in America.
I giochi d’abilità a distanza erogano premi secondo qualche tipo di pay out prefissato?
Il nostro pay out è il 75%, cioé 3 euro in un torneo a 4 giocatori in cui ciascuno punta 1 euro, ma può essere adattato alle specifiche normative di ciascun paese.
Quanto spende un giocatore medio al mese per giocare su King.com? Quanto guadagna?
Non posso dare cifre precise, ma le somme sono inferiori rispetto ai giochi di fortuna. Questo anche perché la fortuna esercita uno stimolo a giocare per importi maggiori; mentre nei giochi di fortuna ho sempre una possibilità di vincere grazie alla sorte, negli skill games é piú difficile e richiede piú impegno in quanto tutto dipende dalla mia abilità. La puntata tipica é inferiore ad 1 euro.
Gli skill games sono in Italia una delle prospettive su cui questo governo più punta per accrescere ulteriormente il mercato dei giochi. Lei che previsioni ha sul successo di questo tipo di giochi nel paese?
A mio avviso l´Italia ha la possibilitá di affermarsi come il secondo polo al mondo, accanto all´Inghilterra, per il gioco online. Questo dipende peró esclusivamente da come questo settore verrá regolamentato.
In particolare vedo 3 variabili fondamentali che incideranno sullo sviluppo del settore in Italia nel medio termine:
Il primo è la definizione di gioco di abilitá e delle modalitá di gioco: come discusso prima, l'elemento fortuito ha un influenza sull´importo giocato. In un gioco di pura abilitá gli importi giocati da ciascun giocatore sono inferiori a quelli giocati in un gioco di pura fortuna. Il fatturato potenziale dipende quindi dal livello di fortuna ammesso in ciascun gioco. In primo luogo questa domanda si porrá per il gioco del poker, ma riguarda ciascun gioco offerto. Inoltre il potenziale dipende anche dalle modalitá di gioco ammesse. Se ad es. non é concesso rialzare nel poker, questo toglie un elemento importante del gioco, cioé la possibilitá di bluffare, e avrá pertanto conseguenze sulla attrattivitá del gioco stesso.
Il secondo è il livello di regolamentazione delle modalitá di prestazione del servizio. Regolamentare un gioco di pura fortuna é molto semplice, in quanto non vi sono possibilitá per il giocatore di aggirare il sistema: i risultati non dipendono dall´azione del giocatore ma vengono determinati centralmente e comunicati al giocatore. Una regolamentazione delle modalitá di prestazione del servizio (ad es. come verificare che il giocatore abbia effettivamente giocato e che il payout corrisponda alla normativa) puó essere qui anche estremamente dettagliata, senza rischi rilevanti ma anzi con una funzione garantista verso il singolo giocatore. Nei giochi di abilitá il risultato dipende dall´interazione dei giocatori e il singolo giocatore puó influire sulla vincita. Il rischio quindi di avere l´effetto “fatta la regola trovato l´inganno” é qui molto maggiore se si intendono regolamentare in dettaglio le modalitá di gestione. A mio avviso é necessario stabilire delle regole base generiche che lascino dello spazio di azione e giudizio all´operatore.
Il terzo, infine, è la possibilitá di servire giocatori non italiani dall'Italia. I giochi di pura abilità sono leciti nella maggior parte dei paesi europei e in America. Il non permettere ad un operatore italiano di offrire il suo prodotto all'estero avrà nel medio termine un effetto limitativo per la competitività delle imprese che decidono di stabilirsi in Italia. Il governo inglese é stato il primo a regolamentare il mercato del gioco, con un approccio molto aperto. Questo ha fatto sí che il mercato dei giochi online sia diventato una dei settori più importanti nella bilancia commerciale inglese, e che le maggiori società al mondo siano basate in Inghilterra.
King.com ha fatto domanda per ottenere la licenza per il gioco a distanza in Italia? Come pensate di operare nel mercato italiano?
Abbiamo partecipato al bando, e stiamo ancora valutando le opzioni per operare sul mercato italiano. Siamo l´unico operatore al mondo nel settore degli skill games con un piattaforma e piú di 50 giochi in italiano, e stiamo ottenendo numerose domande di collaborazione da parte di altri operatori. Per me, e non solo perché sono italiano, é un mercato di primaria importanza.
Molti operatori italiani sostengono che più che attraverso Internet, gli skill games faranno furore in Italia nei bar e negli esercizi commerciali, dove potranno essere veicolati negli stessi terminali utilizzati per le scommesse e diventeranno ciò che un tempo erano gli arcade: mezzi per sfidarsi fra amici dal vivo, specie fra giovani, ed in più guadagnare qualche soldo. Lei ha una grande esperienza internazionale nel settore: qual è secondo lei l’ambiente più congeniale al successo dei giochi d’abilità a distanza?
Francamente non credo che l’ambito degli skill games sia quello dei bar o delle sale giochi. Si tratta di ambienti che ad esempio respingono numerose fette del mercato, specialmente le donne, che invece sono quelli che più si appassionano ai giochi d’abilità, conciliandoli con altre attività della loro vita quotidiana e domestica. Ci sono anche esperienze significative in questo senso: tempo fa un operatore tedesco aveva provato ad installare i giochi d’abilità nei totem per i locali, ma dopo poco è fallito perché l’impresa non aveva avuto successo.
Attualmente è in corso, fra gli addetti ai lavori, un dibattito sulla natura d’ “azzardo” o meno di tanti giochi d’abilità a distanza che dopo la pubblicazione dell’UIGEA americano sono rimasti in sospeso dal punto di vista legislativo. Quale posizione ha preso King.com in merito? Siete presenti, e in che percentuale, nel mercato americano?
I giochi di pura abilità sono perfettamente legali nella maggior parte degli stati USA. King.com ha un ufficio a Los Angeles e collabora con i maggiori siti, quali Yahoo.com ed NBC. Noi ci teniamo alle regole di ciascuno stato, bloccando quelli in cui il gioco non é ammesso. Solo in Inghilterra offriamo su licenza, oltre ai giochi di abilitá, anche giochi di fortuna quali il Bingo e le slot.
La Poker Players Alliance ha preso posizione, negli Stati Uniti, affinché il poker venga riconosciuto come gioco d’abilità e non di alea, e come tale escluso dall’UIGEA. Lei crede che sarà escluso davvero? Come si colloca, secondo lei, il poker nella scala virtuale fra gioco d’alea e gioco d’abilità?
Più che le opinioni personali, conta il parere dei legislatori e degli avvocati, anche nella definizione più strettamente riguardante la natura del gioco. In America il poker mi sembra a tutti gli effetti incluso nella definizione di gambling, dunque proibito: d’altra parte se non fosse così anche siti internet come Partypoker.com non sarebbero mai usciti dal mercato. Questo non vuol dire che noi non siamo interessati ad offrire anche questo tipo di gioco, laddove il legislatore ce ne dia la possibilità. È sicuramente il caso dell’Italia, dove attendiamo di capire quali saranno le specifiche per offrire i giochi di carte, qualora riuscissimo ad ottenere la licenza.
Qual è il segreto del successo del suo sito, secondo lei?
Un ampio portafoglio di giochi innovativi disegnati specificamente per i tornei online abbinati ad una comunity dell’intrattenimento, dove i giocatori amano intrattenersi anche per conoscersi fra loro, si affezionano a questo luogo virtuale e si sfidano in base alle proprie capacità. Non offriamo niente che non sia all’altezza di chi gioca, né sfide improbe né sogni di ricchezza. È un luogo dove si vince nella quotidianità, dove ci si inizia a sentire a proprio agio e quindi ci si intrattiene e, cosa che è parte dell’intrattenimento, si possono guadagnare piccole somme di denaro o punti bonus che servono a costruire il proprio personaggio virtuale. Ecco perché piace così tanto alle donne. In questi giorni tra l’altro stiamo per lanciare sul sito una community del tutto nuova, con numerose occasioni di divertimento in più.
Che opinione ha, in generale, sul futuro di Internet relazionato al futuro del gambling? L’UIGEA americano farà scuola, o è destinato a perdere di fronte ai naviganti del gambling online?
Riguardo al futuro del gioco online, credo che in generale in Europa si andrà sempre di più verso un’apertura, anche grazie all’intervento della Commissione Europea che sancisce la libertà di stabilimento e di offerta. Ritengo improbabile che l´Inghilterra faccia un passo indietro e proibisca il gambling, quindi é piú probabile che nel medio termine gli altri paesi Europei, come l´Italia, si aprano facilitando lo stabilimento di questi servizi sul proprio territorio. L´approccio liberale britannico ha favorito un regime di libera concorrenza e la partita si gioca sulla qualità. Più provider ci sono, meglio è. Anche l’Italia si sta muovendo in questo senso con il rilascio delle licenze di poche settimane fa, e ha tutti i numeri per diventare il secondo mercato del mondo nel gambling online dietro il Regno Unito.
Per concludere, parliamo di lei: molto giovane e già a capo di una delle società leader mondiale nel suo settore. Come è finito a fare il “re” del gioco online a distanza?
Compio quarant´anni il prossimo anno, e sono (purtroppo) forse tra i piú anziani nel settore internet. Questa é la mia terza societá internet. Il mio CV? dopo essermi laureato in economia e commercio a Roma ho lavorato otto anni in consulenza strategica per la LEK (M&A) e per la Boston Consulting Group. Nel ’99, negli anni caldi dell´internet, sono uscito dalla consulenza e abbiamo messo su la Spray , un portale internet con piú di 800 dipendenti che operava in tutta l’area scandinava, in Francia, Italia e Germania. Abbiamo venduto la Spray alla Lycos nel 2000 e mi sono quindi trasferito dalla Germania a Londra a cercare idee nuove presso la Benchmark Capital. La nuova idea era l´online dating, la societá la uDate.com, che abbiamo venduto nel 2002 alla IAC di Barry Diller. L´idea di King.com, che si chiamava originariamente Midasplayer.com, é nata con i miei vecchi amici e colleghi di Spray e uDate, con i quali lavoro attualmente. Con circa 50 addetti, siamo riusciti a mantenere una struttura organizzativa molto snella, nonostante operiamo in piú di 10 mercati in 7 valute. Abbiamo la sede tecnologica in Svezia, il management a Londra, e un ufficio commerciale in Germania e a Los Angeles. Nel futuro…spero di poter aprire un ufficio a Roma, la città dove sono nato.
agicos
Spazio Domande per Kelley
Cara Kelley, cosa sono le percentuali di vincita? Nino
La percentuale di vincita al casino, detta anche payout percentage , è la proporzione dei soldi scommessi che tornano nelle tasche dei giocatori.
La maggior parte dei casinò pubblicano le percentuali di vincita ed é importante controllare che sia verificata da una autorità che non sia il Casinò stesso.
Una percentuale di payout superiore al 95% è considerata alta.
Ciao Kelley, come faccio ad incassare le vincite? Marco
Ciao Marco, per incassare le vincite puoi utilizzare gli stessi metodi che hai usato per il versamento: bonifico, carta di credito, assegno o webwallets come Neteller o Payspark.
E' anche possibile utilizzare carte prepagate in Italia se non sbaglio, del circuito Visa Electron come carta Kalibra o Carta PostePay . Personalmente uso Carte PostePay per i versamenti poi mi faccio mandare un assegno per ritirare le vincite.
Consigli di Kelley
Vi hanno chiesto il numero della carta di credito via email? Non inseritelo neanche se é la tua banca a chiedertelo o almeno così sembra. Dietro questo tipo di messaggi c'é sempre qualcuno che cerca di ottenere i tuoi dati per utilizzarli sul web.



