Guida al Gioco Online :: Dipendenza dal Gioco D'azzardo
Dipendenza dal Gioco D'azzardo
Altro che Lotteria Italia: il vero affare, per le casse del ministero delle Finanze, è il gioco d'azzardo, con incassi pari a 7 milioni di euro, per un totale di 33,4 milioni di giocate.
A snocciolare i dati è l'Aduc, per voce del consigliere Domenico Murrone, che rende noto come tra i giochi quelli che fanno incassare di più "sono le newslot, un modo meno imbarazzante per lo Stato per definire gli ex videopoker. Se nel 2005 le newslot avevano fatto incassare 10 miliardi di euro su un totale giocate di 27 milioni di euro (il 37%), nel 2006 si è passati a 14 miliardi su 33,4 miliardi. In termini percentuali significa che ben il 37,4% di quello che gli italiani investono in fortuna (includendo tutti i giochi, dall'ippica al Superenalotto) lo fanno grazie alle migliaia e migliaia di macchinette posizionate principalmente nei bar.
In totale, secondi i dati dell'Aams, sono 208 mila le newslot". Ciò premesso, Murrone ricorda polemicamente che "stiamo parlando di giochi d'azzardo pubblicizzati per chiunque in qualunque contesto, senza porsi gli abituali problemi di fasce d'età' (bambini, giovani e anziani per esempio). E di gioco d'azzardo ci si può ammalare. Alcune stime indicano dati preoccupanti: l'Eurispes nel suo Rapporto 2005 stima che gli ammalati da gioco patologico siano tra l'1 e il 3% della popolazione.
E il videopoker è uno dei giochi che più favorisce la dipendenza. Chi si ricorda una campagna di prevenzione e informazione? Noi neppure una. Eppure i costi sociali ed economici del gioco compulsivo non sono lievi. E non crediamo di essere allarmisti se crediamo che si avvicinino a quelli di dipendenze molto più considerate, come fumo, alcool, sostanze tossiche, cibo. E se mettiamo da parte la tossicità da droghe illegali e il cibo, il business monopolista dello Stato si concentra su ciò che fa più male e miete più vittime: fumo, alcool e gioco d'azzardo. Forse se lo Stato, invece che gestire economicamente questi settori, li vendesse liberalizzandoli e si dedicasse solo a informazione e prevenzione, ne trarremmo vantaggi tutti, in salute, soldi e occupazione". (lautomatico.net)
A snocciolare i dati è l'Aduc, per voce del consigliere Domenico Murrone, che rende noto come tra i giochi quelli che fanno incassare di più "sono le newslot, un modo meno imbarazzante per lo Stato per definire gli ex videopoker. Se nel 2005 le newslot avevano fatto incassare 10 miliardi di euro su un totale giocate di 27 milioni di euro (il 37%), nel 2006 si è passati a 14 miliardi su 33,4 miliardi. In termini percentuali significa che ben il 37,4% di quello che gli italiani investono in fortuna (includendo tutti i giochi, dall'ippica al Superenalotto) lo fanno grazie alle migliaia e migliaia di macchinette posizionate principalmente nei bar.
In totale, secondi i dati dell'Aams, sono 208 mila le newslot". Ciò premesso, Murrone ricorda polemicamente che "stiamo parlando di giochi d'azzardo pubblicizzati per chiunque in qualunque contesto, senza porsi gli abituali problemi di fasce d'età' (bambini, giovani e anziani per esempio). E di gioco d'azzardo ci si può ammalare. Alcune stime indicano dati preoccupanti: l'Eurispes nel suo Rapporto 2005 stima che gli ammalati da gioco patologico siano tra l'1 e il 3% della popolazione.
E il videopoker è uno dei giochi che più favorisce la dipendenza. Chi si ricorda una campagna di prevenzione e informazione? Noi neppure una. Eppure i costi sociali ed economici del gioco compulsivo non sono lievi. E non crediamo di essere allarmisti se crediamo che si avvicinino a quelli di dipendenze molto più considerate, come fumo, alcool, sostanze tossiche, cibo. E se mettiamo da parte la tossicità da droghe illegali e il cibo, il business monopolista dello Stato si concentra su ciò che fa più male e miete più vittime: fumo, alcool e gioco d'azzardo. Forse se lo Stato, invece che gestire economicamente questi settori, li vendesse liberalizzandoli e si dedicasse solo a informazione e prevenzione, ne trarremmo vantaggi tutti, in salute, soldi e occupazione". (lautomatico.net)
Spazio Domande per Kelley
Cara Kelley, cosa sono le percentuali di vincita? Nino
La percentuale di vincita al casino, detta anche payout percentage , è la proporzione dei soldi scommessi che tornano nelle tasche dei giocatori.
La maggior parte dei casinò pubblicano le percentuali di vincita ed é importante controllare che sia verificata da una autorità che non sia il Casinò stesso.
Una percentuale di payout superiore al 95% è considerata alta.
Ciao Kelley, come faccio ad incassare le vincite? Marco
Ciao Marco, per incassare le vincite puoi utilizzare gli stessi metodi che hai usato per il versamento: bonifico, carta di credito, assegno o webwallets come Neteller o Payspark.
E' anche possibile utilizzare carte prepagate in Italia se non sbaglio, del circuito Visa Electron come carta Kalibra o Carta PostePay . Personalmente uso Carte PostePay per i versamenti poi mi faccio mandare un assegno per ritirare le vincite.
Consigli di Kelley
Vi hanno chiesto il numero della carta di credito via email? Non inseritelo neanche se é la tua banca a chiedertelo o almeno così sembra. Dietro questo tipo di messaggi c'é sempre qualcuno che cerca di ottenere i tuoi dati per utilizzarli sul web.



